Acqua e sale: inesauribile fonte di vita
Perché continuare a usare del sale comune (raffinato) quando puoi usare tutti i giorni un sale puro, non trattato, che ti fa davvero stare meglio?”
Il sale cristallino è la forma di sale più integra e completa. Il più pregiato e puro sale cristallino si trova nelle regioniì dell'Himalaya. E' nato 500 milioni di anni fa' quando i mari primordiali sono statiì prosciugati dalla luce del sole.
Per la vita umana il sale è fondamentale quanto l'acqua. L'assenza di uno di questi due elementi, infatti, rende impossibile la sopravvivenza. Per il sale valgono essenzialmente le stesse osservazioni formulate a proposito dell'acqua. Le virtù del sale per l'organismo umano sono sempre legate all'acqua perché, in termini biochimici e biofisici, le caratteristiche fondamentali di quello si manifestano solo in combinazione con questa. La soluzione idrosalina cristallina è proprio la matrice energetica che permette alla vita di formarsi e di esistere.
Quando più avanti esamineremo a fondo le proprietà del sale, ci riferiremo a un sale che ha mantenuto le sue caratteristiche originali: il sale integro inalterato e naturale, rimasto cosi com'era all'atto della sua cristallizzazione sulla terra, milioni di anni fa. Quando, invece, parleremo del cosiddetto "sale da cucina", che si trova in commercio, indenderemo ciò che esso è principalmente: cloruro di sodio additivato.
Se l’acqua è il nostro alimento numero uno, il sale occupa sicuramente il secondo posto in ordine di importanza. Le nostre esperienze ci inducono a considerare questi due elementi come entità di uguale valore, perché è impossibile parlare della vita in assenza di uno di essi.
Oggi esiste già una vasta letteratura sulla biofisica dell’acqua, ma a scienza si è invece dedicata ancora poco allo studio biofisico del sale.
Dall’oro bianco al veleno bianco
Senza sale la vita è impossibile, eppure oggi è diffuso il convincimento che il consumo di sale faccia male alla salute. Questo dipende dal fatto che il nostro sale da cucina, prevalentemente cloruro di sodio, non ha più molti punti di contatto con l’elemento allo stato originario, ossia con ciò che ci serve per vivere. Il sale cristallino allo stato genuino è infatti molto più che cloruro di sodio e racchiude in sé non due ma tutti gli elementi naturali, esattamente gli stessi costituenti del nostro corpo, quelli che furono all’origine della vita nel mare primordiale.
È anche interessante sapere che il nostro sangue è una soluzione idrosalina identica a quella del mare primigenio e che la sua concentrazione è uguale a quella in cui la vita ebbe origine. Questa soluzione circola in un sistema vascolare di oltre 90.000 km di lunghezza grazie alle forze ascensionali e gravitazionali del nostro organismo e ha il compito di riequilibrare e regolare le funzioni corporee.
Come il sale è divenuto cloruro di sodio
Fin dagli albori dell’industrializzazione, il sale viene ripulito chimicamente e ridotto a cloruro di sodio. Da allora i minerali e gli oligoelementi essenziali vengono semplicemente considerati delle “impurità” e come tali vengono eliminati. Purtroppo il cloruro di sodio, così isolato e innaturale, non ha più niente a che vedere con la natura, con l’integralità o con il sale genuino. Come nel caso dello zucchero bianco e raffinato, "l'oro bianco” diventa per noi “veleno bianco”.
Eppure non è un caso che tutti gli elementi naturali presenti nell’organismo umano si trovino anche nel sale. Il cloruro di sodio a sé stante è una sostanza aggressiva che, dal punto di vista biochimico, cerca un agente equilibrante che gli consenta di mantenere la neutralità, l’equilibrio nel corpo. Ha bisogno, cioè, del suo antagonista naturale per essere attivo.
Antagonisti naturali del cloruro di sodio sono il potassio, il calcio, il magnesio e tutti gli altri minerali e oligoelementi, i quali possiedono quelle specifiche frequenze che garantiscono la costruzione geometrica delle strutture, In assenza di queste geometrie, non riceviamo energia e quindi nemmeno forza vitale. Non è per insaporire che dovremmo assumere il sale, ma per le vibrazioni che contiene e che corrispondono a quelle del nostro corpo.
Come il sale da cucina pesa sul nostro corpo
Malgrado l’assunzione di cloruro di sodio in quantità elevate, la maggior parte delle persone accusa carenza di sale. L’organismo umano richiede un minimo di circa 0,2 grammi di sale al giorno e appena al di sotto di questa quantità manifesta già i sintomi della cosiddetta “fame di sale”, com’è conosciuta negli animali. In Europa occidentale, il consumo pro capite di sale da cucina mediamente non scende al di sotto dei 12-20 grammi al giorno, mentre i nostri reni sono in grado di eliminarne non più di 5-7 grammi, a seconda dell’età, della costituzione e del sesso.
L’organismo possiede un dispositivo di protezione intelligente che identifica il sale da cucina come un veleno aggressivo per Le cellule e vi individua cioè una sostanza nociva e innaturale da eliminare quanto più presto possibile. È questa la ragione per cui i nostri organi escretori sono costantemente sovraffaticati.
Quasi tutti i prodotti a ‘unga conservazione contengono sale da cucina come conservante e perciò, anche senza aggiungerne altro, ne assumiamo una quantità già superiore a quella che siamo in grado di smaltire. Il corpo tenta di rendere innocuo il sale da cucina in eccesso isolandolo. Il cloruro di sodio viene circondato da molecole d’acqua che lo neutralizzano, ionizzandolo in sodio e cloro. Ciò significa che l’organismo è costretto a sacrificare l’acqua altamente strutturata delle proprie cellule per rendere inoffensivo il cloruro di sodio. Le cellule, così disidratate e private della propria forza vitale, muoiono.
Gli effetti del consumo di sale da cucina
La conseguenza diretta di questo processo è la formazione di edemi e cellulite da iperacidità. Per isolare un grammo di cloruro di sodio che non è in grado di espellere, l’organismo impiega 23 grammi di acqua delle sue stesse cellule. Se il cloruro di sodio è ancora presente in concentrazione eccessiva, esso viene ri-cristallizzato con l’intervento di proteine animali resistenti alla decomposizione, come ad esempio quelle del latte vaccino, che sono prive di valore per il corpo e andrebbero comunque eliminate come acido urico.
Quest’ultimo a sua volta, se non espulso dal corpo, va a combinarsi con il cloruro di sodio che, ri-cristallizzato, si deposita prevalentemente nelle ossa e nelle articolazioni. Ne conseguono malattie reumatiche come la gotta, l’artrosi e l’artrite e anche le calcolosi renali e biliari conseguenti alla combinazione tra cloruro di sodio e acido urico. Il processo di ri-cristallizzazione quindi, non è che una soluzione di emergenza implementata dalle cellule e dagli organi per proteggere il corpo dai danni irreparabili che possono derivare da un’alimentazione insensata. Purtroppo a lungo termine questo processo assume un carattere distruttivo, perché le sostanze nocive rimangono immagazzinate nello organismo.
Il sale cristallino dell’Himalaya, non solo è un sale marino integrale che è privo di sostanze inquinanti e delle loro risonanze, ma le pressioni immense a cui è stato sottoposto (simili a quelle che in composti di carbonio hanno formato i diamanti!) hanno anche mutato la sua struttura trasformandolo in cristallo.
Sia per ingestione che per contatto, il sale cristallino dell’Himalaya, è in grado di trasmetterci tutta la sua energia vitale e perfettamente assimilabile. Le sue caratteristiche lo rendono completamente diverso dal sale marino, l’assunzione del sale tramite “soluzione idrosalina” può avere effetto equilibrante sugli acidi e alcali, può regolare la pressione del sangue, migliorare le affezioni della pelle, pulire l’intestino e depura il corpo da accumuli tossinici.
Questo sale viene estratto manualmente, e successivamente ogni cristallo viene lavato in acqua purissima di sorgente ed asciugato al sole. Con un lavoro di grande impegno e pazienza, il cristallo di sale viene poi macinato a pietra e preparato per essere spedito.
PERCHE' IL SALE DELL'HIMALAYA?
Il sale dell'Himalaya proviene dai residui del mare interno creato dal congiungimento della placca tettonica comprendente l'attuale India, in deriva continentale a partire dal Gondwana alla Laurasia fra i 100 e i 250 milioni di anni fa.
Sotto la spinta si è formato il sistema orografico dell'Himalaya e col tempo il fondo marino è stato inglobato da "onde" di roccia che hanno generato pressioni enormi (come è successo a composti di carbonio quali la grafite, che hanno formato cristalli: i diamanti, ecc.).
La struttura di reticoli ionici supercompressi ha acquisito caratteristiche di estrema compattezza (non si trovano singoli cristalli cubici nella massa) e di compenetrazione dei componenti, tanto che gli elementi chimici presenti hanno occupato ogni interstizio disponibile all'interno della struttura e non hanno formato depositi superficiali labili.
Così, nella soluzione idrosalina viene sprigionato tutto il patrimonio di informazioni energetiche presenti nel mare primigenio incontaminato, nel "brodo primordiale" in cui si è formata la vita. (Esperimenti di S. Miller: nella soluzione salina sottoposta a cariche elettriche, si formano in pochi giorni addensamenti di aminoacidi e altri composti organici).
Nei punti soggetti a massima pressione (in vene non abbondanti) si è formata "halite", massa cristallina traslucida, con notevoli proprietà di emanazioni energetiche, utile anche per solo contatto o vicinanza (come avviene nella cristalloterapia).
Ecco dunque come nasce uno dei più efficaci e meravigliosi prodotti in natura.
Nel sale cristallino dell’Himalaya troviamo tutti i preziosi elementi e minerali di cui è costituito il nostro corpo con le informazioni frequenziali necessarie per utilizzarli al meglio e per eliminare le tossine.
L’energia del sole, contenuta nei cristalli come energia potenziale, a contatto con l’acqua viene liberata, divenendo così una potente fonte di rigenerazione per il nostro organismo, essenziale per mantenere le funzioni vitali.
L’acqua e il sale, sono la fonte della nostra vita.
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