ACIDO CAPRILICO, AGLIO, ALOE E LACTOBACILLUS ACIDOPHILUS CONTRO LA CANDIDA
Alcuni fra i problemi gastro-intestinali sono riconducibili, talvolta, a superinfezioni fungine o da lieviti; il più frequente fungo saprofita che può causare questo tipo di manifestazioni è la Candida Albicans. Normalmente la Candida accompagna la vita dell'individuo sano, ma quando l'efficacia del sistema immunitario (sia esso il primario o il secondario) diminuisce per l'aumento della presenza di tossine endogene ed esogene, questo miceto si accresce notevolmente causando notevoli problemi per la salute, dovuti sia per i processi di infiammazione a livello locale, sia per le alterazioni che si riflettono sull’intero corpo.
La Candia Albicans è un naturale abitante della bocca, della gola e dell’intestino, ma anche del tratto genitale e della vagina o della pelle, anche se la sua abituale area di localizzazione è la mucosa dell’intestino tenue. Nelle persone sane la popolazione micetale della candida è, in genere, limitatata e mantenuta a livelli non patogena dalla funzionalità del sistema immunitario e dalla presenza dei batteri saprofiti, come gli acidofili o il bifidobattere, che competono con essa per i substrati nutritivi. Molte situazioni possono rivelarsi come potenzialmente in grado di incrementare la presenza di questo micetale, causando con la sua eccessiva presenza, sintomi talvolta confusi con altre patologie o malesseri: secondo C. Orian Truss, MD, nel libro “The Missing Diagnosis” (1985), la Candida è in grado di indurre sintomatologie che possono mimare la maggioranza delle malattie riconosciute. I sintomi più frequenti sono costipazione o diarrea, coliti, gastralgie, alitosi, stomatiti o afte buccali, prurito rettale ma anche mal di testa, bruciori al petto o dolori precordiali, cambiamenti d’umore, depressione, sindrome premestruale, perdita della memoria, vaginiti, infezioni renali o vescicali, prostatiti, dolori muscolari o articolari, artriti, bruciori di gola, congestione, tosse, sinusiti croniche, bruciori alla lingua, mughetto, parestesie al viso, alle braccia o alle gambe, parestesie periferiche, sudori notturni, acne, prurito diffuso, sindrome della fatica cronica, iperattività, ipotiroidismo, diabete, allergie e stress surrenalico. Ambienti caldi ed umidi e l’assunzione di alimenti ricchi di zuccheri e leiviti può peggiorare significativamente i sintomi.
Fra le altre cause che possono facilitare la crescita della Candida, si può annoverare l’utilizzo di corticosteroidi, l’uso continuativo e ripetuto di atibiotici, i farmaci antiulcerosi, ed i contraccettivi orali; anche la gravidanza o malattie debilitanti possono essere fattori scatenanti, come pure lo stress cronico (con la sua azione immunosoppressiva), l’uso di alcool o di droghe. La diminuzione della produzione delle vitamine del complesso B causata dalla riduzione dei batteri saprofiti, favorisce la trasformazione della Candida dalla forma micetale, in grado di penetrare la parete intestinale, innescando una leacky gut syndrome, con incremento della ipersensibilità agli alimenti, delle reazioni allergiche e delle reazioni tossiche.
La superinfezione intestinale è, spesso, la principale causa della ben conosciuta candidosi vaginale: i risultati clinici confermano che non si può eradicare le manifestazioni vaginali, senza normalizzare la situazione intestinale, che è sempre presente quando ci sono manifestazioni vaginali.
Il trattamento della candidosi, in qualunque area si manifesti, è sempre difficile e complesso, talvolta con crisi di guarigione e recidive, ma non può non essere considerato come un problema risolvibile nel breve periodo: la guarigione raramente avviene in meno di tre mesi di trattamento combinato con adeguate misure alimentari; in genere occorrono almeno sei mesi di trattamento
prima che si possano vedere risultati consistenti e duraturi: fino a quando la superinfezione intestinale non viene sconfitta e la flora batterica intestinale ricostituita, le manifestazioni vaginali, a livello della bocca, della pelle o delle unghie tende a ripresentarsi sistematicamente.
I cambiamenti dietetci risultano molto importanti nell’eradicazione della candidosi: l’eliminazione degli zuccheri in maniera radicale (saccarosio, destrosio, fruttosio ma anche succhi di frutta, miele, sciroppo d’acero, melassa, lattosio contenuto nei prodotti caseari), ma anche delle solanacee (patate, peperoni, melanzane, pomodori) e di gran parte dei frutti (ad esclusione delle bacche, dell’ananas e della papaia).
Tutte le sostanze utilizzate per i processi fermentativi che producono alcool dovrebbero essere evitate (come ad esempio grano, malto, orzo, luppolo) così come i prodotti contenenti lieviti; anche i prodotti fermentati o contenenti muffe, possono rivelarsi fonte di ipersensibilità durante le superinfezioni di candida: è bene evitare, in genere, anche i funghi.
Talvolta anche le carni (in particolare maiale, vitello e pollame) possono creare problemi per i residui di antibiotico derivanti dall’alimentazione, così come i prodotti caseari spesso sono da evitarsi. L’uso di vegetali freschi, pesce, granaglie prive di glutine (quali miglio e riso) spesso possono essere d’aiuto; lo yogurt naturale o il kefir sono fonti di batteri simbionti utili per combattere la superinfezione.
Alcuni presidi igienici si rivelano utili come strategia preventiva: cambiare frequentemente lo spazzolino da denti, per evitare reinfezioni; utilizzare biancheria intima in cotone, da lavarsi separatamente rispetto ad altri capi.
La Candida non può vivere in ambienti ossigenati, pertanto un abbigliamento che favorisce la circolazione dell’aria è da consigliarsi come presidio igienico: le infezioni da Candida sono 3 volte più frequenti nelle donne che utilizzano biancheria di nylon o collant.
Acido Caprilico: noto anche come acido ottanoico, è un acido grasso a corta catena, dissolve la membrana cellulare della Candida albicans e di altri funghi; viene ben assorbito dall'intestino, distribuendosi poi in maniera uniforme anche nel colon, dove è più comune la colonizzazione da Candida albicans.
Allium Sativum (Aglio): sono state ampiamente dimostrate le proprietà antifungine, antibatteriche, antiparassitarie ed antivirali. L'Aglio è un potente antimicotico grazie all’azione dell'allicina; essa causa un blocco completo della sintesi dei lipidi e riduce la capacità di adesione di Candida albicans alle mucose. Altri composti candidicidi sono l'eruboside-B; l'acido ferulico; il geraniolo e il linalolo. Contiene anche fosfo-frutto-olisaccaridi, carboidrati indigeribili dall’uomo, che favoriscono lo sviluppo dei batteri probiotici come gli acidofili. La Candida albicans sistemica e le infezioni vaginali vengono inibite dall’azione dell’aglio, che si rivela in grado di prevenire le recidive a lungo termine, senza creare ceppi resistenti; la sua azione si esplica attraverso il blocco degli enzimi batterici o fungini, grazie alla sua azione sui tioli. Gli estratti di aglio sono in grado di stimolare il sistema immunitario, attivando l’azione delle cellule natural killer, i macrofagi e l’attività delle cellule B nella produzione degli anticorpi.
Lactobacillus Acidophilus: favorisce la ricolonizzazione da parte dei batteri simbionti dell’intestino, della bocca e della vagina. Promuove un miglioramento dei processi digestivi, attraverso la liberazione di lattasi che intervengono nella digestione degli zuccheri del latte, stimola le difese immunitarie e aiuta ad aumentare la resistenza alle infezioni. Produce acido lattico, perossidi d’idrogeno e acido acetico che promuove una normalizzazione acida dell’intestino ricreando un ambiente idoneo a prevenire le infezioni batteriche. Ci sono evidenze dell’azione dell’Acidophilus nel prevenire o combattere fenomeni diarroici causati da antibiotici, parassitosi o superinfezioni batteriche, attraverso la rigenerazione della flora batterica saprofitaria, riducendo la formazione di gas, il gonfiore e la fermentazione, e la tossicità sistemica causata dalla proliferazione della candida albicans.
L’Acidophilus è battericida per il clostridium botulini, la salmonella e gli stafilococchi. Produce alcune vitamine B, la biotina, la vitamina K, ed enzimi nel tratto intestinale, facilitando i processi di detossificazione. Gli Acidofili sono in grado di produrre batteriocine, chiamate acidofiline, in grado di inibire la proliferazione batterica e fungina e danneggiare le cellule umane alterate (ma non quelle sane): a differenza degli antibiotici, le batteriocine dei batteri probiotici non interferiscono nella sintesi proteica e delle proteine di membrana dei batteri patogeni, ma sono in grado di degradare immediatamente il DNA e RNA microbico, provocando la morte cellulare.
Aloe Barbadiensis: contiene acemannani che svolgono un’azione cicatrizzante (rapidissimo cicatrizzante nella colite ulcerosa), antinfiammatoria, battericida, immunomodulante e citoprotettrice. Contiene fitormoni, fitoestrogeni, steroli e steroidi vegetali, in grado di promuovere la guarigione dei tessuti e la riparazione cellulare. Attiva la produzione umana in IL-1, TNF-A, IL-6 (di qui probabilmente la sua azione di riparazione delle ulcere). In studi ancora in corso si è dimostrata l’azione immunostimolante nell’AIDS, FIV, NDV, mentre l’effetto antitumorale è stato dimostrato in applicazioni sugli animali. Le viene attribuita un’azione stimolante le interleuchine e l’interferone. Risulta attiva nel trattamento di alcune parassitosi (Leishmaniosi), ed antifungina: la sua azione si esplica su funghi e batteri associati alle tricofitosi, nella Candidosi, nelle infezioni da Stafilococchi e Streptococchi dei Mycobacterium Tuberculosis. Svolge un’azione antivirale nei casi come l’herpes, morbillo e HIV-1, incrementando l’attività delle globuli bianchi che stimolano la produzione di interferone ed interleuchine.
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